Da Grillo insidioso doppio forno

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L’impensabile spesso avviene in politica. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio a sorpresa hanno capovolto la linea della “porta sbarrata” verso Matteo Renzi: vogliono discutere su come cambiare la legge elettorale per le politiche.  Il fondatore e il cofondatore del Movimento 5 Stelle nel blog su internet hanno sollecitato: Renzi “batta un colpo”.

Motivano la conversione ad U con due  fatti nuovi: il M5S ha un progetto di  riforma elettorale e ora il presidente del Consiglio  è “legittimato” dal grande successo riscosso nel voto europeo. Dunque basta con l’opposizione antagonistica, praticata dai cinquestelle da quando un anno fa ottennero il 25% dei voti alle elezioni politiche e conquistarono una valanga di parlamentari. Basta con le pesantissime accuse e insulti lanciati a tutto e a tutti tipo “sputi virtuali” e “colpo di Stato”.  Alt alle offese a Renzi definito fino a qualche giorno fa “l’ebetino di Firenze”.

Il presidente del Consiglio, con attenzione, va a vedere l’inaspettata apertura di Grillo. Ha risposto sì alla richiesta di un incontro perché, come ha sempre sostenuto, vuole discutere con tutti sulle regole del gioco, le riforme istituzionali. Ha avvertito: “Questa volta, magari, lo streaming, lo chiediamo noi”;  e non ci devono essere “né patti segreti né giochini strani”. Dell’apertura improvvisa del leader del M5S stamattina ha discusso al Quirinale con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, deciso sostenitore delle riforme a larga maggioranza.

Grillo tenta lo spariglio e Renzi non vuole correre rischi. Le posizioni sono opposte. Il leader del M5S è per il sistema elettorale proporzionale (come i centristi della maggioranza di governo e la minoranza bersaniana del Pd) mentre Renzi è per mantenere il maggioritario, in modo da sapere chi va al governo subito dopo le elezioni. La Camera ha approvato l’Italicum, la proposta di riforma elettorale maggioritaria basata sull’intesa tra Renzi e Silvio Berlusconi. Ma l’Italicum per ora è su un binario morto: è bersagliato dalle critiche e dai dubbi spuntati dall’interno degli alleati di governo, dalla minoranza del Pd e da Forza Italia, componente della maggioranza istituzionale per realizzare le riforme.

Renzi è saldamente in sella dopo il clamoroso successo raccolto dal Pd alle elezioni europee con il 40,8% dei voti. Vuole utilizzare questa forza per realizzare le riforme istituzionale ed economiche per “cambiare verso” all’Italia. Ma il presidente del Consiglio e segretario del Pd è guardingo. Ricorda i brutti scherzi giocati dal leader del M5S a Pierluigi Bersani e a Enrico Letta; “Beppegufo”, come l’ha chiamato il giovane “rottamatore”.  Grillo in particolare fece affondare oltre un anno fa il tentativo di Bersani di formare “il governo del cambiamento” con i cinquestelle, durante le consultazioni in streaming su internet, diffuse in diretta televisiva, tenute dall’allora segretario del Pd.

Ma adesso l’ex comico ligure deve fare i conti con la crescente tensione apertasi tra i cinquestelle dopo il deludente risultato avuto alle europee (al contrario delle previsioni di Grillo non c’è stata “una marcia trionfale”) e l’accordo raggiunto a livello Ue con Nigel Farage, leader di un partito della destra britannica (molti cinquestelle sono per una intesa a sinistra con il Pd e alcuni parlamentari sono stati espulsi perché favorevoli a un accordo con i democratici).

Renzi può avere a disposizione “due forni” per varare le riforme istituzionali: quello di Forza Italia-Lega e l’altro del M5S.  Sono “due forni” insidiosi. La teoria dei “due forni”  fu lanciata da Giulio Andreotti negli anni Settanta, quando la Dc poteva “comprare il pane” sia dal Psi e sia dal Pci per sostenere il governo.

Pino Pisicchio, con ironia, parla di “un miracolo renziano”. Il presidente del gruppo Misto della Camera osserva: “Dopo aver moltiplicato i voti converte gli apostati…”. E’ il miracolo prodotto dallo stupefacente successo del 40,8% incassato da Renzi. Charlie Chaplin, grande attore comico e drammatico, diceva: “Il successo rende simpatici”.

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