Supermario spiazza la Germania

Spread the love

Freddo, di poche parole, determinato. Mario Draghi aveva annunciato “misure non convenzionali” per aiutare la debole ripresa economica europea e battere la disoccupazione di massa. Il presidente della Bce (Banca centrale europea), nonostante mille difficoltà, ha mantenuto l’impegno: ha ridotto i tassi d’interesse allo 0,15%, il mimino storico.

Non solo. Ha fissato i rendimenti negativi per i depositi effettuati dalle banche presso l’istituto di emissione europeo: è la prima volta che accade. E’ un altro record storico diretto a spingere i capitali dalla rendita verso gli investimenti produttivi. Sono misure finora contrastate dalla Germania, campione del rigore finanziario e sorda a decisioni pro crescita.

La ricetta dell’austerità finanziaria non ha funzionato. Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda sono state investite in pieno dal terremoto della recessione internazionale cominciata dal 2008. I tagli ai salari e alle pensioni per contenere il deficit pubblico hanno provocato gravi conseguenze sociali in tutta l’Unione europea. Dalla bufera si è difesa solo la Germania e pochi altri paesi del nord Europa. Stretta monetaria, euro forte e recessione internazionale hanno provocato disastri. In Italia la disoccupazione è salita quasi al 14% della forza lavoro, è stato cancellato il 25% della produzione industriale ed è sparito quasi il 10% del reddito nazionale in sei anni di crisi. Cifre drammatiche quasi da guerra mondiale.

Le protesta sociale, con forti venature populiste e autoritarie, si è diffusa in tutta la Ue. Non a caso le elezioni europee del 25 maggio hanno portato un forte successo dei partiti e dei movimenti euroscettici e favorevoli alla cancellazione dell’euro, per ritornare alle varie monete nazionali.

L’Unione europea è uno strano animale: è una specie di confederazione del vecchio continente con una moneta unica ma senza un governo comune e con un Parlamento senza poteri decisionali. Così dettano legge i paesi economicamente più forti: un tempo tutto ruotava attorno al tandem franco-tedesco, ora l’unico astro che continua a brillare è Berlino con i suoi alleati del Nord. Così, sempre di più, si è creata una Ue basata sugli interessi tedeschi, una Europa a trazione germanica che ha sollevato critiche e paure negli altri paesi.

E’ scattato l’allarme sulla stessa vita della Ue e dell’euro. Draghi ha raccolto le preoccupazioni ed è intervenuto, non come semplice tecnico ma con una visione politica in favore della crescita economica e della solidarietà europea. Alla manovra finanziaria espansiva decisa dal presidente della Bce, e avallata dal consiglio direttivo della banca centrale europea, hanno brindato i mercati valutari internazionali.

Draghi ha seguito la strada inaugurata dagli Stati Uniti d’America e poi emulata dal Giappone: immettere capitali sul mercato per combattere la crisi, in presenza di una inflazione inesistente. Washington e Tokio, stampando moneta, hanno riavviato un consistente crescita, combattendo la disoccupazione. Barack Obama, mesi fa, aveva sollecitato Angela Merkel a favorire una politica espansiva europea, non rimanendo barricata dietro i primati delle esportazioni tedesche. Ma la risposta della cancelliera tedesca al presidente americano fu un secco “nein”.

Ora è arrivato lo “spariglio” di Draghi, Super Mario, l’allievo di Federico caffè, il grande economista italiano con solide radici a sinistra scomparso misteriosamente qualche anno fa. Quando nel 2012 la tempesta della crisi finanziaria stava travolgendo molti paesi europei e, in particolare l’Italia, Draghi annuncio: la Bce farà di tutto per salvare l’euro. Bastò quella dichiarazione di principio è cessò la speculazione finanziaria internazionale sui titoli del debito pubblico delle nazione più deboli e, in particolare, dell’Italia. Lo spread, il differenziale sui Btp italiani decennali e quelli tedeschi, lasciò vette pericolose da fallimento. I giornali internazionali salutarono Draghi come SuperMario e “salvatore dell’euro”.

Anche oggi è successo lo stesso: lo spread è calato da 160 a 150 punti, dopo le decisioni prese dal timoniere della Bce. Il filosofo inglese Francesco Bacone diceva: “Il denaro è come il letame: non serve se non è sparso».

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *