Renzi fa evaporare Monti

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Cambia di nuovo il panorama politico italiano, soprattutto al centro. In molti davano per scontata una sconfitta secca, ma nessuno prevedeva un flop così clamoroso: Scelta Europea, la lista basata su Scelta Civica, ha preso appena lo 0,72% dei voti alle elezioni per il Parlamento europeo. Nessun seggio. Evapora il partito fondato appena 16 mesi fa da Mario Monti.

Si tratta di uno dei tanti contraccolpi al terremoto politico provocato dal boom del Pd: i democratici sono balzato, contro ogni stima, al 40,81% dei consensi rispetto a poco più del 25% incassato alle politiche di un anno fa. Matteo Renzi ha preso voti al centro, a sinistra, a destra, al Movimento 5 Stelle. In particolare ha prosciugato Scelta Civica, il partito centrista di Monti. Gli elettori che avevano dato fiducia all’ex presidente del Consiglio, adesso hanno optato per Renzi. Stefania Giannini, ministra della Pubblica istruzione, si è dimessa dalla guida del partito. Andrea Romano e Gianluca Susta, capigruppo alla Camera e al Senato, hanno fatto altrettanto.

La prossima settimana Scelta Civica discuterà se chiudere i battenti o rilanciare e, se accettare o no, le dimissioni. Monti tace sulla strada da percorrere.  Dopo l’addio dato alla sua creatura centrista è di “buon gusto non dare suggerimenti”, dice l’ex presidente del Consiglio del governo tecnico ad Agorà, Rai3. Però il senatore a vita loda il suo successore a Palazzo Chigi. Precisa: Renzi “ha aggiunto” ai voti del Pd quelli di Scelta Civica, il presidente del Consiglio ha una impostazione europeista, non è di sinistra e ha realizzato “la linea del mio governo” sulla tenuta dei conti pubblici e sulle riforme strutturali. Sottolinea: non aderirà al Pd perché non ha “la missione di fare il politico”.

La parabola di Scelta Civica si è consumata in tempi rapidissimi. Fu creata da Monti nel gennaio 2013 d’intesa con forze cattoliche (Casini, Mario Mauro, Dellai) e di estrazione imprenditoriale (Italia Futura di Montezemolo). L’ambizione era di far nascere un partito centrista liberaldemocratico, aggregando l’elettorato moderato deluso da Silvio Berlusconi. L’obiettivo era di ottenere il 20% dei voti nelle elezioni politiche del febbraio dell’anno scorso, costruendo “un partito liberale di massa”, impresa che non era riuscita al fondatore di Forza Italia e del Pdl.

Il disegno è fallito. Le cose non si misero immediatamente bene: Scelta Civica, alleata con l’Udc di Casini e Futuro e Libertà di Fini, riuscì ad ottenere poco più del 10% dei voti alle politiche, appena la metà dell’obiettivo prefigurato. Gli elettori non premiarono la “cura da cavallo” operata dal governo Monti per ridurre il deficit pubblico italiano, aumentando le tasse e tagliando salari e pensioni.

L’epilogo c’è ora, dopo il risultato disastroso alle elezioni europee. Renzi sta prosciugando lo spazio politico centrista una volta presidiato dall’economista della Bocconi. SuperMario, come fu definito dai giornali, non c’è più e Scelta Civica è al collasso. Fiorella Mannoia canta: “Come si cambia per non morire, come si cambia per amore. Come si cambia per ricominciare”. Qualcuno ci riesce, altri no.

Rodolfo Ruocco

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